La Beccaccia: storie di fate e regine del bosco

Tu credi nelle fate?

Se é vero che tutti gli uccelli sono legati al mondo fatato ed extra-sensibile, é vero anche che la Beccaccia sembra esserlo più di altri, tanto che, nei racconti di chi l’ha incontrata sul proprio cammino, si ritrovano molti elementi che la accomunano a un membro del Piccolo Popolo.

Le storie che la riguardano sono quasi tutte avvolte dal mistero, e questo volatile ha assunto dei nomi davvero singolari: la chiamano Regina dei Boschi, Maliarda, Dama del Bosco, Signora, Arciera… tutti appellativi che, a pronunciarli, sembra appartengano a una Maga o a un’Incantatrice dal grande potere.

In alcuni racconti, la Beccaccia dona grandi tesori a chi resiste alla tentazione di ucciderla, mentre chi la priva della vita andrà incontro alla sua stessa morte venendo tramutato in una statua d’oro, quasi questo uccello riunisse in sé le figure del Re Mida e di Medusa.

A cosa si devono tutte queste dicerie sul suo conto? Perché un simile uccello ha fatto nascere intorno a sé così tante superstizioni e credenze, più di molti suoi simili? Sarà per le sue movenze particolari o per il suo essere sfuggente e imbrogliona, per il suo volo o per la capacità che ha di scomparire nel nulla proprio quando la si dà per spacciata…

Addirittura si crede che la abiti uno spirito immortale, in grado di sopravvivere anche ai colpi di un fucile. E’ un’immortalità magica, la sua, poiché in molti raccontano di percepire il suo spirito e il suo cuore sopravvivere dentro di loro.

Insomma, il mistero rimane e, come in ogni altra buona storia che lo abbia per protagonista, non può essere svelato. Tuttavia, se le fate esistessero davvero (come credo), assumerebbero volentieri le sembianze della Beccaccia, Regina e Signora dal Cuore selvatico.

Se la incontrate, seguitela e provate a vedere se, con la guida del suo volo, vi concederà l’onore di giungere in regni fatati che pochi, forse, hanno avuto il privilegio di visitare.

Io ho seguito i consigli della mia Beccaccia quando mi é stato chiesto di pirografarla su legno, e voglio parlarvi di questa esperienza, poiché credo possa tornare utile.

Partiamo dal presupposto che non credo al caso. Il che non significa che io, invece, creda in un destino ineluttabile e prestabilito. Credo piuttosto nella nostra energia e nel suo risuonare con le stesse note, e credo nelle sincronicità. Per questo, ogni volta che mi commissionate un soggetto, una delle prime cose che faccio é guardarmi dentro.

Perché questo simbolo é venuto proprio da me? Questa é la domanda che mi pongo. Quali energie, in me, hanno richiamato questo soggetto e non un altro?

E’ un lavoro che mi permette di imparare molto e di conoscermi sempre di più. E ogni volta si tratta di un’esplorazione sempre più profonda, com’é accaduto quando sono stata chiamata a realizzare la Beccaccia.

Sono tante le cose che la Regina del Bosco mi ha insegnato, nei giorni in cui é stata protagonista della mia arte. Il suo piumaggio variegato e il duro legno della Betulla su cui avrei dovuto raffigurarla mi intimorivano un po’, poiché era la prima volta che mi apprestavo a realizzare in modo realistico un volatile, e non su compensato, bensì su sezione di legno. Ma tra i tanti simboli di cui la Beccaccia si é fatta portavoce per me, ce n’è uno in particolare di cui vorrei parlare:

Quello che stavo attraversando in quel momento era un periodo in cui troppo spesso vivevo trascinandomi, considerando poco il mio divino interiore. In quel periodo, furono in diversi a parlarmi della Regina del Bosco, un appellativo che mi suonava strano per un uccello così piccolo e, tutto sommato, privo della stessa importanza che era stata attribuita anticamente ad altri uccelli.

Con le sue dimensioni ridotte sembrava dirmi che la Regalità viene da dentro ed é una virtù slegata dalle apparenze. “Sii Regina, e un Regno ti verrà dato”. Un messaggio profondissimo, questo, che trova fondamento nella tradizione iniziatica ed esoterica.

“Come é dentro, così é anche fuori. E come é fuori, così é dentro”, diceva Ermete Trismegisto, che fu tra i padri dell’Alchimia. L’Universo non ha mente, é matematico e risponde energeticamente con la stessa moneta. Per giunta, ha la tendenza di amplificare l’energia come una cassa di risonanza. Per cui, se vivo interiormente con timore, con quale moneta potrà mai rispondere?

La sensazione di essere regnanti del proprio regno – di cui la Beccaccia si é fatta messaggera per me – é difficile da portare con sé in un mondo che ci educa tapini, piccoli e fragili. Eppure, se dentro coltivassimo e nutrissimo quel sentire, potremmo vivere come Re e Regine, Padroni di noi stessi.

In tanti, nel corso dei millenni, hanno dato nomi diversi al principio che sta alla base di questo concetto: Legge di Similarità, Magia Simpatica, il Tutto é Uno… A importare non é il nome, né la teoria o il sapere. A contare davvero é quanto sappiamo incarnare ciò in cui crediamo nella pratica, nell’Essere, e nella nostra vita quotidiana.

Pirografia e acrilico su sezione di betulla.
Rifinitura a cera d’api naturale.

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